Dott. Mario Trevi : 31 Marzo 2011 Print
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Written by Maria Ilena Marozza   

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Si è spento il 31 marzo 2011 il dott. Mario Trevi, figura eminente dello junghismo italiano. Avrebbe compiuto 87 anni il 3 aprile.

Laureato in filosofia presso l’Università di Bologna, ha studiato Scienze etnologiche all’Università di Roma e ha compiuto la sua formazione terapeutica con Ernst Bernhard. Nel 1960 è stato uno dei membri fondatori dell’Associazione italiana per lo studio della psicologia analitica (AIPA), dalla quale si è distaccato nel 1966 fondando con altri studiosi il Centro italiano di psicologia analitica (CIPA). Negli anni Settanta ha introdotto le prime traduzioni italiane dei testi di Jung, di cui ha curato alcuni volumi delle Opere. Nel 1986 ha dato vita alla rivista «Metaxù» che, occupandosi di ricerche sul pensiero simbolico in ambito psicologico e zone confinanti, ha ispirato una revisione del pensiero junghiano divenendo il punto di riferimento del neojunghismo italiano.

L'indagine di Trevi è stata volta a rifondare la lezione junghiana, criticandone gli aspetti più apertamente inverificabili o metafisici, quali la teoria degli archetipi, o l'ipotesi dell'esistenza di un inconscio collettivo; in breve, tutto ciò che tendeva, in Jung, a un'obiettivazione naturalistica dello psichico. L'intento è stato quello di valorizzare quei temi dell'opera di Jung più vicini a certa tradizione fenomenologica ed ermeneutica contemporanea: l'individuazione, come processo mai concluso di realizzazione personale, attraverso il confronto incessante tra valori individuali e istanze collettive; la teoria dei tipi, come approccio prospettivistico alla psicologia e alla psicopatologia; il sogno e l'attività simbolica, come espressioni di un'operatività essenziale e mai rigidamente codificabile dello psichico, funzionale al superamento, ove possibile, di ogni forma personale di unilateralità e di rigidità di adattamento.

Coerentemente con la sua posizione critica verso ogni forma di indottrinamento e di proselitismo, Trevi non si è mai ritenuto un caposcuola, poichè ha sempre considerato il raggiungimento di un’autonomia di pensiero il fine più alto del suo insegnamento teorico.

Con tutto ciò, il rigore delle sue argomentazioni, la vastità delle sue letture, l’attenzione critica verso ogni banalizzazione dei concetti della psicologia analitica hanno costituito dei riferimenti esemplari per tutta una generazione di analisti, non soltanto junghiani. Trevi ci ha insegnato a non chiuderci in visioni scolastiche, a dialogare con la scienza e con la filosofia, a non accontentarci mai di alcuna sistematizzazione, a riaprire sempre i discorsi dopo ogni loro apparente conclusione, nella consapevolezza che proprio la capacità di sostenere la problematicità costituisce la migliore qualità umana.

Nel suo essere esistenzialmente schivo e intellettualmente indipendente, Trevi non avrebbe mai voluto essere considerato un maestro: eppure, è proprio l’esemplarità umana e teoretica della sua figura che lo rende agli occhi di molti di noi un grandissimo, indimenticabile maestro.

Ricordiamo, tra le sue opere principali: Interpretatio duplex (1986); Metafore del simbolo (1986); Per uno junghismo critico (1987); L'altra lettura di Jung (1988); Adesione e distanza: una lettura critica de 'L'Io e l'inconscio' di Jung (1991); Adesione e distanza: una lettura critica dei 'Tipi psicologici' di Jung (1993); Il lavoro psicoterapeutico. Limiti e controversie (1993); Saggi di critica neojunghiana (1993).

Maria Ilena Marozza

 

English

Dr Mario Trevi, one of the most eminent figures in the Italian Jungian word died on the 31st of March. He would have been 87 on the 3rd of April.

Trevi graduated in philosophy and did his analytical training with Ernest Bernard. He was one of the founding members of AIPA but in 1966 he left AIPA and with other Jungian analysts founded CIPA. In the 1970’s he wrote the introduction to the first Italian translations of Jung’s work and was the editor of various volumes of the Collected Works. In 1986 he founded the journal Metaxu dedicated to research into the symbol in psychology and related disciplines and this journal was an inspiration for a radical revision of some of Jung’s key concepts such as the archetype and for a revaluation of concepts such as the individuation process and the theory of the psychological types that are closer to a certain hermeneutical and phenomenological tradition.

Trevi taught generations of analysts both Jungian and non-Jungian, the importance of always remaining open to the dialogue with other disciplines and the need to never to consider a problem definitively resolved in the knowledge that it is the capacity to tolerate uncertainty that is one of the most important human qualities.

He was a prolific author and published numerous texts among which are: Interpretatio duplex (1986); Metafore del simbolo (1986); Per uno junghismo critico (1987); L'altra lettura di Jung (1988); Adesione e distanza: una lettura critica de 'L'Io e l'inconscio' di Jung (1991); Adesione e distanza: una lettura critica dei 'Tipi psicologici' di Jung (1993); Il lavoro psicoterapeutico. Limiti e controversie (1993); Saggi di critica neojunghiana (1993).

Given his introverted character and his love of intellectual independence Trevi would never have wished to be considered as a maestro but it is exactly for his human qualities and his intellectual rigor and brilliance that he will always remain for so many of us, a great and unforgettable maestro.

Maria Ilena Marozza
Angela Connolly